Mondiali 2026, la Croazia protesta: lettera alla FIFA per il gol annullato a Gvardiol

Icona Autore Andrea Castellano
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Zlatko Dalic, Croazia

Zlatko Dalic, Croazia (Shutterstock)

La Croazia non ci sta: inviata una lettera alla FIFA per il gol annullato a Gvardiol

Continuano le polemiche intorno ai Mondiali 2026. Dopo il caso relativo alla squalifica sospesa di Balogun da parte della FIFA, ora si parla di questioni arbitrali. A farsi sentire è la Croazia, eliminata dal Portogallo ai sedicesimi di finale. Sul risultato di 2-1 per la squadra di Martinez, grazie ai gol di Ronaldo su rigore e di Gonzalo Ramos, Gvardiol aveva realizzato la rete del pari proprio allo scadere. Su ok del VAR, però, l’arbitro ha annullato il 2-2 che avrebbe portato la gara ai supplementari.

Mondiali 2026, la Croazia protesta per il gol annullato a Gvardiol

Il motivo è legato a una posizione di fuorigioco di Igor Matanovic, considerato attivo nell’azione. Come annunciato dalla FIFA, infatti, il sensore ha rivelato un contatto impercettibile dei capelli del giocatore croato sulla palla, rendendolo in offside. La spiegazione, però, non ha affatto convinto la federazione, che ha protestato a lungo per la decisione che è costata l’eliminazione dal torneo alla formazione di Dalic. Con una lettera inviata al presidente Gianni Infantino, la HNS ha espresso “profonda delusione” non tanto per le singole decisioni arbitrali, quanto per il processo che le ha generate.

Mondiali 2026, le parole del portavoce della Croazia

Il portavoce Tomislav Pacak non ha solo criticato la scelta del gol annullato a Gvardiol, ma anche il rigore assegnato e poi realizzato da Ronaldo per l’1-1. Secondo lui, infatti, il VAR non avrebbe dovuto richiamare l’arbitro alla revisione dell’intervento falloso. “Riteniamo che il protocollo VAR sia stato applicato in modo completamente errato e che, sul gol di Gvardiol, le regole e lo spirito del calcio siano stati traditi. Pašalić è stato segnalato in fuorigioco per un intervento inesistente di Matanović, basandosi esclusivamente sul sensore del pallone”, ha dichiarato proprio Pacak. Ora la federazione croata aspetta una risposta ufficiale dalla FIFA, dopo quello che ha definitivo “un abuso della tecnologia”.