Il Mugello compie 50 anni: una storia di motori, passione e vittorie

Icona Autore Niccolò Di Leo
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MotoGP, Mugello (Shutterstock)

MotoGP, Mugello (Shutterstock)

Il Mugello è la casa del motociclismo italiano. La patria dell’amore spassionato di un popolo per il motorsport. Sono le colline verdi della toscana che per decenni si sono colorate di giallo in onore del 46 e che oggi si tingono di rosso Ducati e di nero Aprilia per i successi di Bagnaia e Bezzecchi. Il Mugello lo si respira nelle curve e nelle staccante, nel rettilineo di 1141 metri che porta alla San Donato e poi via in salita verso Luco, Poggio Secco, Materassi e Borgo San Lorenzo per poi prendere la Casanova scendere giù in picchiata verso la Savelli che porta ad Arrabbiata 1 e ad Arrabbiata 2, fino allo spettacolo di Scaperia-Palagio e quindi alla penultima staccata del Correntaio che come un effetto fionda lancia i piloti verso Biondetti 1 e 2 e quindi all’ultima curva, a quella dove si sono visti sorpassi entrati nella storia, dove i piloti scalano di marcia, entrano in decelerazione per poi sfruttare tutta la velocità possibile in uscita e lanciarsi verso il traguardo: la Bucine. Il Mugello sono 5245 metri di arte pura, di un’invenzione che oggi compie 50 anni che da generazioni ospita l’amore spassionato degli innamorati della MotoGP.

L’albo d’oro del Mugello

L’albo d’oro del Mugello vede un nome spiccare davanti a tutti per numero di vittorie. Un nome che è leggenda per il motorsport e idolo per gli appassionati di MotoGP. Valentino Rossi è stato il vero e proprio re del Gran Premio d’Italia. Tra il 2002 e il 2008 ha vinto 7 volte consecutive, prima di lasciare il passo nel 2009 a Casey Stoner. Un filetto di successi che nessuno è stato in grado di eguagliare e che solo Pecco Bagnaia ha avvicinato, fermandosi però a 3 tra il 2022 e il 2024. Al secondo posto per numero di vittorie al Mugello c’è Jorge Lorenzo. Ex compagno di team di Valentino, tra il 2011 e il 2018 ha vinto 6 volte avvicinandosi notevolmente al record stabilito dal Dottore. L’ultimo in ordine cronologico ad aver tagliato per prima il traguardo è stato invece Marc Marquez, nel 2025, quando per la seconda volta in carriera è arrivato davanti a tutti al Mugello (la prima nel 2014).

Al Mugello non si dorme

Il Mugello è posizionato in una conca tra colline toscane che, per quest’appuntamento, si trasformano in spalti naturali dove gli appassionati si posizionano con tende e camper. I novellini sperano di poter chiudere occhio nella notte, pensando che il moto ‘al Mugello non si dorme‘ sia solo un classico modo di dire. Ma è solo la descrizione della realtà. Il rombo dei motori che per tutta la notte rompono il silenzio si mescola al battito del cuore dei fan. Creano una sinfonia strana ma romantica con il vociferare delle persone, con le motoseghe accese, con la musica dal vivo delle discoteche. Al Mugello non si dorme, si fa casino dalla notte del giovedì, fino a quella del sabato che porta verso la gara. Non c’è modo di rilassarsi, non c’è speranza di riposare, non è una vacanza, è un estremo atto d’amore.

La storia del Mugello

La data di partenza di questa storia è il 16 maggio 1976. Il giorno in cui per la prima volta dalla sua fondazione il tracciato toscano ospitò una gara di motociclismo. All’epoca la classe regina era la 500 cavalli e sulla prima storica vittoria ci sono alcune perplessità. Nonostante molti portali autorevoli riportino il nome del campione Barry Shane, sul sito ufficiale del circuito del Mugello risulta che il vincitore di quella gara fu il 15 volte campione del mondo Giacomo Agostini. Messo da parte il dilemma, però, quello resta il giorno in cui il Mugello divenne sempre più presente all’interno delle stagioni motociclistiche, al punto che dal 1993 è diventato una tappa fissa per i piloti di MotoGP. Dopo decenni di alternanza tra il dominio di alcuni singoli (come Rossi e Lorenzo) e vittorie sporadiche, oggi il Mugello sembrerebbe esser diventato un terreno particolarmente fertile per la Ducati. La casa di Borgo Panigale, infatti, è reduce da 4 vittorie consecutive e da 7 successi nelle ultime 8 gare (Marquez, Bagnaia, Petrucci, Dovizioso e Lorenzo).

Si torna in pista al Mugello…

E ora starà a Ducati dare continuità ai propri successi in terra italiana. L’unica casa in grado di interrompere la continuità di vittorie è stata la Yamaha nel 2021 con Fabio Quartararo, ma oggi a Borgo Panigale lo sguardo è rivolto soprattutto verso la vicina Noale. La crescita di Aprilia, l’ottimo lavoro di Bezzecchi e gli incredibili progressi di Jorge Martin preoccupano la scuderia rossa per la vittoria finale. Soprattutto considerando che in sella alla Desmosedici ufficiale ci sarà certamente un Pecco Bagnaia in discreta forma, ma anche un Marc Marquez rientrante dall’infortunio e in condizioni che attualmente non sembrerebbero competitive.