Jannik Sinner non smette di riscrivere la storia. Con la quinta vittoria consecutiva in un Masters 1000 — gli Internazionali d’Italia — l’altoatesino porta il proprio punteggio a 14.700, un totale che nessuno aveva raggiunto dal 2016, quando Djokovic ne accumulò 14.840 durante le due settimane dello US Open. Il vantaggio su Carlos Alcaraz, fermo ai box per infortunio e assente anche al Roland Garros, è ora di 2.740 punti.
Sinner primo fino a Wimbledon
Un margine che rende il primato matematicamente inattaccabile: anche ipotizzando che Alcaraz vincesse Queen’s e Wimbledon, non basterebbe a colmare il gap. Sinner è quindi certo di restare numero 1 almeno fino a dopo i Championships, il che significa raggiungere almeno le 80 settimane in vetta — traguardo che lo farebbe entrare nella top 10 all time per settimane da numero 1 nella storia del ranking computerizzato, introdotto nel 1973.
L’Italia fa la voce grossa
Il dato che colpisce di più, però, è collettivo: l’Italia è l’unica nazione con quattro giocatori in Top 16. Musetti è undicesimo, Cobolli quattordicesimo, Darderi sedicesimo — con best ranking conquistato dopo la semifinale romana. Proprio Darderi è ora certo di essere tra le teste di serie al Roland Garros. Da segnalare anche il ritorno in Top 100 di Matteo Arnaldi (96°) e i 29 posti guadagnati da Andrea Pellegrino, protagonista a Roma fino agli ottavi prima di arrendersi a Sinner: risale fino alla posizione 126, a un soffio dal suo best ranking.