US Open 2026, Panatta sull’orario di Shelton-Alcaraz: “Non è ideale per gli atleti”

Icona Autore Chiara Scatena
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Carlos Alcaraz - Shutterstock

Dal 18 al 20 settembre l’Adriano Panatta Racquet Club di Treviso ospiterà la fase nazionale dei Campionati Italiani Tennis a Squadre femminili Under 14. Otto formazioni si contenderanno il titolo di miglior squadra d’Italia, ma la presentazione dell’evento ha offerto anche l’occasione ad Adriano Panatta di commentare quanto accaduto agli US Open, con la sfida tra Ben Shelton e Carlos Alcaraz terminata alle 3:33 del mattino.

Il parere di Panatta

L’ex campione italiano si è schierato dalla parte dell’amico Paolo Bertolucci, che nei giorni scorsi aveva criticato duramente la programmazione dello Slam newyorkese. “Devo dare ragione al mio amico Paolo. Giocare a tennis a certi orari, soprattutto dopo partite molto lunghe, non è una situazione ideale per gli atleti, ha dichiarato Panatta. “La salute dei giocatori deve venire prima di tutto e credo che il tennis debba riflettere su questo aspetto”.

La dura critica di Bertolucci

Bertolucci aveva affidato a X il proprio sfogo dopo la maratona tra Shelton e Alcaraz, conclusa ben oltre le tre di notte. L’ex capitano della Nazionale di Coppa Davis aveva parlato di una programmazione che rischia di compromettere la salute dei giocatori, sottolineando il crescente numero di infortuni nel circuito. “Hanno deciso di uccidere il tennis. Oltre quattro ore di partita che termina alle 3.30 di mattina. Poi si disperano per le assenze causa infortuni. Vergogna!!!”, aveva scritto Bertolucci, citando anche i recenti problemi fisici di giocatori come Rune, Draper, Alcaraz, Musetti e Sinner. Una posizione condivisa dunque da Panatta, che invita il mondo del tennis a interrogarsi sugli orari sempre più estremi imposti agli atleti.