NBA, 21 maggio: le gare della notte. Gli Spurs sognano un altro miracolo
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Gara 1 ha già consegnato una delle partite più memorabili della storia recente dei playoff NBA. Gli Spurs hanno espugnato il Paycom Center 122-115 ai doppi tempi supplementari, silenziando il pubblico di casa e strappando il vantaggio del fattore campo agli Oklahoma City Thunder. Al centro di tutto, inevitabilmente, c’era Victor Wembanyama. Adesso San Antonio va a caccia del colpaccio: vincere Gara 2 in casa avversaria significherebbe tornare in Texas con un vantaggio impossibile da immaginare alla vigilia della serie.
I Thunder sono arrivati a Gara 1 imbattuti in questi playoff, dopo aver disputato una regular season da prima della classe a Ovest. La squadra di Daigneault ha spazzato via Phoenix e Los Angeles senza mai perdere un incontro, ma ha clamorosamente steccato in gara 1 in queste finali di Conference. Caruso e Jalen Williams sono stati i soli riferimenti offensivi affidabili nelle fasi iniziali, mentre la difesa degli Spurs ha neutralizzato Gilgeous-Alexander e cancellato Holmgren come minaccia offensiva per ampi tratti. SGA, fresco di secondo MVP consecutivo, dovrà necessariamente rispondere presente fin dall’inizio di Gara 2 per evitare che la serie prenda una piega pericolosa.
La vittoria di gara 1 ha invece consolidato un dato già emerso nel corso della regular season: gli Spurs hanno battuto i Thunder per cinque volte in sei confronti diretti in questa stagione e sembrano costruiti appositamente per mettere OKC in difficoltà. La stella Wembanyama ha firmato una prestazione storica con 41 punti, 24 rimbalzi e 3 stoppate in 49 minuti, compreso il canestro da tre devastante nel primo overtime e la schiacciata con fallo che ha chiuso i conti nel secondo. In assenza di De’Aaron Fox, fermato da un problema alla caviglia destra, il rookie Dylan Harper ha invece preso in mano le redini della squadra incidendo in maniera incredibile anche a metà campo: 24 punti, 11 rimbalzi, 6 assist e 7 palle rubate, record di franchigia nei playoff, entrando nella storia come secondo rookie di sempre dopo Magic Johnson a firmare una doppia doppia con almeno 20 punti, 10 rimbalzi, 5 assist e 5 rubate in una singola gara playoff.
Analisi
Oklahoma City non può permettersi un altro inizio lento. La difesa di San Antonio ha soffocato il suo attacco per lunghi tratti di gara 1 e coach Daigneault dovrà trovare soluzioni per liberare prima SGA dalla pressione degli Spurs, che hanno usato Castle e Harper in marcatura pressante fin dalla metà campo avversaria. Ci si aspetta un approccio più aggressivo dei Thunder in attacco, con una gestione più razionale dei possessi rispetto ai cali di tensione evidenziati nel primo quarto della gara di lunedì. Holmgren, in particolare, avrà bisogno di tornare protagonista: in Gara 1 è rimasto fantasma offensivamente per oltre metà gara e il suo contributo sotto canestro è essenziale per alleggerire la pressione su SGA.
In Gara 1 sono stati segnati appena 202 punti nei tempi regolamentari, a conferma di quanto entrambe le difese siano capaci di condizionare i ritmi offensivi avversari. Gara 2 si giocherà probabilmente su dinamiche simili: intensità difensiva alta, punteggi bassi, possessi pesanti. La chiave per OKC sarà non concedere punti facili in transizione, terreno nel quale gli Spurs hanno dimostrato di saper colpire a più riprese. Per San Antonio, invece, il tema principale è la gestione dei minutaggi: Castle e Harper hanno giocato rispettivamente 49 e 47 minuti in gara 1 e senza Fox il rischio di un calo fisico nel finale è dietro l’angolo. L’eventuale rientro dell’All-Star può spostare eccome gli equilibri, offrendo a Johnson un’opzione in più per gestire le rotazioni nei momenti chiave della partita. Il duello Wembanyama-Holmgren resta infine il filo conduttore della serie: se il francese dovesse replicare anche solo in parte la prestazione di lunedì, i Thunder avranno bisogno di una risposta collettiva che nel primo appuntamento di questa straordinaria serie non è arrivata.