Giro d’Italia, Vingegaard fa il bis nella 9ª tappa: Eulálio trema ma resta in rosa
Il Trofeo Senza Fine del Giro D'Italia (Shutterstock)
Jonas Vingegaard ha concesso il bis sul traguardo della Cervia-Corno alle Scale, conquistando da padrone assoluto la nona tappa del Giro d’Italia 2026. Il capitano della Visma-Lease a Bike ha impresso il suo marchio sui 184 chilometri della frazione odierna con uno scatto micidiale sferrato all’ultimo chilometro della salita finale, che gli ha permesso di tagliare il traguardo in solitaria. Alle sue spalle, staccato di 12 secondi, si è piazzato l’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team), l’ultimo ad arrendersi alla progressione del danese. A completare la festa in casa Visma ci ha pensato un ottimo Davide Piganzoli, gregario del vincitore, che ha agguantato la terza posizione sul podio di giornata. In ottica classifica generale, Afonso Eulálio conserva la leadership giungendo al traguardo con circa 40 secondi di ritardo dal vincitore: il portoghese resta in rosa con un margine di 2’24” su Vingegaard e 2’59” proprio su Gall.
Giro, la 9ª tappa: la fuga di Ciccone e il crollo di Pellizzari
La nona tappa del Giro d’Italia è stata intensamente animata fin dalle battute iniziali, grazie a un tentativo di fuga promosso da otto corridori tra cui Ballerini, Rubio, Geens, Marcellusi e Bais, che sono arrivati a guadagnare un paio di minuti sul plotone dei migliori. A far saltare definitivamente il banco a 73 chilometri dall’arrivo è stato l’azzurro Giulio Ciccone (Lidl-Trek), il cui attacco ha smosso le acque portandosi dietro anche Ulissi e Aerts. L’abruzzese è stato lo splendido protagonista di giornata, rimanendo solitario in testa alla corsa fin quasi all’arrivo, prima di accusare un netto calo d’energie sulle pendenze più dure, venendo così riassorbito e superato dai contrattaccanti. Giornata di grande sofferenza, invece, per l’altro azzurro attesissimo, Giulio Pellizzari: il corridore marchigiano ha perso la ruota dei migliori sulla rampa verso Corno alle Scale, scivolando al traguardo con un passivo pesante di 1’27”. Un ritardo amaro che lo costringe a scendere fino alla nona posizione nella graduatoria generale, a oltre cinque minuti dalla vetta.