Vingegaard sul Blockhaus nel segno di Merckx: prima gioia al Giro e scacco ai rivali

Icona Autore Giordano Grassi
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Il Trofeo Senza Fine del Giro D'Italia (Shutterstock)

La legge del più forte ha parlato chiaro lungo i 245 chilometri della Formia-Blockhaus, la frazione più estenuante di questo Giro d’Italia numero 109. Jonas Vingegaard ha scelto il palcoscenico più prestigioso per firmare il suo primo successo in carriera nella Corsa Rosa, un trionfo che profuma di storia: proprio su queste pendenze, nel 1967, un giovanissimo Eddy Merckx ottenne la sua prima vittoria al Giro. Il danese ha rotto gli indugi quando mancavano poco più di 5 chilometri alla vetta, dopo che il forcing della sua squadra aveva già costretto alla resa scalatori esperti come Enric Mas ed Egan Bernal, quest’ultimo particolarmente in difficoltà nel gestire le raffiche di vento contrario.

Giro, Eulálio difende la maglia rosa

Nonostante l’affondo del vincitore, il portoghese Afonso Eulálio è riuscito a limitare i danni grazie a una gestione intelligente dello sforzo e al prezioso supporto del compagno Damiano Caruso. Il giovane della Bahrain Victorious resta così in maglia rosa, conservando un vantaggio di 3’17” su un Vingegaard che ora risale prepotentemente al secondo posto della generale. Discorso diverso per Giulio Pellizzari: l’azzurro è stato l’unico ad avere il coraggio di rispondere al primo scatto del danese, ma lo sforzo lo ha portato rapidamente in apnea. Dopo un chilometro di resistenza eroica, il corridore della Red Bull-Bora-hansgrohe è stato costretto a rallentare, chiudendo a 1’05” dal vincitore e scivolando al quinto posto in classifica. Domani il Giro d’Italia proseguirà con la Chieti-Fermo, 156 chilometri nervosi che promettono nuove scintille in un finale che si preannuncia estremamente tecnico.